R E S • I L I E N C Y

R E S • I L I E N C Y

a l t e r n a t i v e  l a n d s c a p e


RES: from latin “thing”

RESIDUES: something that is left after the main part is no longer present.

RESILIENCE: the quality of being able to return quickly to a previous good condition after problems.

IT

R E S • I L I E N C Y  –  a l t e r n a t i v e   l a n d s c a p e

Lo spazio urbano è un contenitore composto da elementi antropici. Il continuo sviluppo dell’antropizzazione (intervento dell’uomo sull’ambiente naturale allo scopo di adattarlo ai suoi interessi) porta ad un crescente numero di elementi in decadenza, in degrado e soggetti ad incuria ed abusivismo. Queste caratteristiche sono alla base del progetto “RESIDUI” che ho trattato negli ultimi due anni. La radice “RES” della parola residui viene mantenuta per mutare il progetto in “RES•ILIENCY”. Esso nasce come evoluzione della ricerca fin qui portata avanti e vuole porre la sua attenzione su questi componenti residuali e sulla loro trasformazione temporale. Essi subiscono variazione nel tempo dovute a cambiamenti causati dall’uomo o dalla natura. L’elemento naturale “spontaneo” all’interno dello spazio urbano è il soggetto principale del progetto. È l’elemento resiliente, che è riuscito a mantenere in parte o totalmente la sua integrità fisica o, se scomparso, a pervenire la rigenerazione.

Una serie di reportage fotografici documentano gli elementi naturali resilienti all’interno di spazi urbani specifici. Zone periferiche ed in particolar modo luoghi abbandonati, fabbriche, industrie e capannoni, strutture dimenticate, resti di un passato che non c’è più. Residui urbani, residui umani, resilienze naturali. La fotografia è il mezzo di espressione alla base del progetto Res•iliency. Due modalità di sviluppo permettono letture diverse che portano allo stesso significato. La prima riguarda istantanee polaroid che imprimono la fotografia nel momento dello scatto, innescando una mutazione rapida dell’immagine registrata e diventando così appunti d’ispirazione per la ricerca. La seconda tratta il trasferimento fotografico su supporti di legno, ferro e cemento uniti ad interventi materici e componenti pittorici creando un confronto continuo tra materia e tempo. Nascono così opere ed installazioni che portano il pubblico ad una riflessione sul cambiamento del paesaggio urbano ed il suo rapporto con la natura. L’obiettivo è quello di innescare la percezione di un “paesaggio alternativo” capace di inserire la spontaneità dell’elemento naturale all’interno di spazi in degrado e in decadenza. La possibilità quindi di un’azione potente da parte dell’ambiente contro l’antropizzazione ed i suoi effetti negativi.

Il progetto RES•ILIENCY, in conclusione, vuole porre l’attenzione sugli errori commessi dall’uomo, sulle “cose” (res) che l’uomo ha costruito, vissuto, abbandonato e di come la natura sia riuscita invece a preservare la forza per tornare e rinascere sull’artefatto degradato.

EN

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The urban context is full of anthropic elements. The ongoing process of anthropization (anthropization is the conversion of open spaces, landscapes, and natural environments by human action. Anthropic erosion is the process of human action degrading terrain and soil) brings to an ever-growing number of places falling apart, subject to decay, negligence and illegality. These traits are the basis for the “RESIDUI” project which I worked on for the past two years. It’s the result of a research process I’ve done until now, and it aims to focus attention on such residual elements and on their ongoing transformation by humans and nature.Spontaneous natural elements within the urban context are the main subject of this project. They’re the resilient elements which have succeeded in maintaining their physical integrity. The project contains a series of photographic reports documenting resilient natural elements within specific urban spaces. Suburbs and abandoned places, warehouses, old factories, and forgotten places which represent a past that is gone for good. Urban remains, human remains, natural resilience.

Photography is the means of expression at the base of the project Res•iliency. Two ways of development allow different interpretations that take you to the same meaning. The first one is about instant Polaroids which involve an immediate print of the photo, triggering a quick change in the recorded image and becoming therefore notes for inspiration and further research. The second one deals with photographic transfer on wood, iron and concrete, together with material interventions and painted components, building a continuous relation between matter and time. Works and installations are born in this way, and they bring the public to a reflection on the evolution of the urban landscape and its relation with nature. The main objective is to trigger the perception of an “alternative landscape” which is able to add natural spontaneity inside spaces in decline and decay. Therefore the possibility of a strong action by the environment against the anthropization and its negative effects.

In conclusion, the Res•iliency project aims to bring the focus on the errors that mankind made, on the things (“res”) that man made, lived with, and abandoned – and how nature made it to preserve its strength in order to come back and be reborn on top of degraded artifatcs.