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R E S I D U I

PHOTOZINE #4

R E S I D U I photozine #4

Pagine: 32
Dimensioni: 16,5×23,5 cm
Limited Edition: n.50 copie firmate e numerate
Prezzo: 10 € (+ sped. 2€)
Collaborazione con: Carne



IT

“Per fortuna però c’è quell’ansia che mi costringe a stare sull’attenti, guardingo, con gli occhi bene aperti. Per fortuna dico perché quell’ansia da lì a circa 30 minuti diventa paura. Dopo aver visitato i primi capannoni e in cerca di uno spot buono, tra bunker ed hangar in direzione laboratori ed uffici, prima di oltrepassare l’unico punto veramente scoperto e a rischio di tutta la zona, mi acquatto, controllo, guardo (grazie ansia) e mi accorgo di una macchina al cancello principale. Aspettiamo, cerchiamo di capire. Il portone si apre, la macchina entra, panico, paura, fuga. Si, ma dove?! Siamo in una trappola, da una parte la strada dalla quale passerà la macchina, dall’altra una maglia di rovi inestricabile. Corriamo verso i rovi, getto lo zaino, ci buttiamo in un buco ed aspettiamo. La macchina si ferma, scende il guardiano, viene verso di noi, tensione alle stelle, respiro corto. Il guardiano si gira e riparte.
Riprendiamo a respirare.
Ok, che facciamo? Ritornare all’uscita attraverso la via percorsa? Impossibile, troppo rischio. Bisogna farsi largo tra metri e metri di rovi, buchi, dossi, muri e tornare all’uscita, tutto questo con zaini, spray e macchine fotografiche. […] Finalmente arriviamo all’uscita e scatta l’ultimo campanello di allarme: e se ci ha visti e ci attende di fatto all’unica apertura che ci ha permesso l’ingresso e quindi l’uscita? In quel punto siamo scoperti, c’è un profondo fosso da valicare e poi la strada e di nuovo scoperti. Se c’è siamo fottuti. Decidiamo chi esce per primo, il fotografo, poi chi porta gli spray, il più a rischio.
Ce la facciamo, si ritorna in macchina, 2 ore perse ed ora che si fa?”

Carne
Testimonianza di un’avventura

 

EN

“Fortunately, I’ve that anxiety that keeps me focused, cautious, with the eyes wide opened. I say fortunately because that anxiety become fear in about 30 minutes from that moment. After visiting the first warehouses and searching for a good spot, between bunkers and hangars near the laboratories and offices, before crossing the only uncovered and risky spot of the entire place, I crouch down to the ground, then I observe (thank you anxiety!) and I realise that there is a car at the main gate. We wait and try to understand. The door opens, the car enters, panic, fear, escape. Yes, but where? We are in a trap, from one side there’s the street where the car will pass, in the other side a tangled blackberry bush. We run through the bush, throw away the backpack, we get into a spot and wait. The car stops, the watchman gets off, he is coming towards us, tensions run high, shortness of breath. The watchman turns around and goes away.

We start to breathe again.

OK, so what do we do? Do we go back to the exit through the road we made before? Impossible, too risky. We have to push through the bushes, little spots, crests, walls and go back to the exit, all of this with the backpacks, sprays and cameras. At the end we reach the exit and the last alarm bells: what if he saw and waited all of us at the only gate that allowed us to enter and therefore the exit? In that place we would be out in the open, there’s a deep bush to cross and the street and then out in the open again. If he is there we are fucked up. We decide who is the first to leave, the photographer, then who carries the spray, the riskiest.

We make it, we go back into the car, 2 hours lost and now what do we do?”

Carne
Testimony of an adventure